Gli spot elettorali USA dal 1950 ad oggi

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Questo filmato è leggermente fuori tema con gli argomenti del sito perchè non mostra uno spot commerciale ed il contenuto non è rivolto alla platea televisiva italiana, ma è troppo interessante, anche dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria, per non pubblicarlo.

Il filmato preparato da L’Unità è l’insieme di vari e storici spot elettorali per le presidenziali USA .

Sappiamo quanto conta nella lotta per diventare il Presidente degli Stati Uniti d’America la comunicazione e l’apparizione televisiva è considerata uno dei contatti più importanti per conquistare voti.

Il filmato parte con un cartone molto naif visto con gli occhi moderni per la candidatura di Eisenhower nel 1952.

Lo spot cantato assomiglia molto ai cartoni animati di Mickey Mouse dell’epoca e presenta una carrellata della classe medio piccola americana. E’ allegro e scanzonato. Uno spot che forse ancora non risentiva del tatticismo moderno che si cela dietro ogni singola parola pronunciata dal futuro presidente.

Nel 1960 con lo spot di Kennedy la situazione è molto diversa. Molto patriottismo americano, addirittura troppo pesante per il modo di pensare europeo, ma che sappiamo fa molta presa sugli abitanti d’oltreoceano. Non meno calcolato è il contributo di Jaqueline Kennedy, in spagnolo per conquistare il voto degli immigrati sudamericani.

Parole calcolate si, ma immagini ancora molto semplici, con inquadratura fissa e senza particolare cura per gli sfondi ed i messaggi visivi.

Nel 1968 Nixon punta invece molto sulle immagini e sui messaggi trasversali. Non appare nel video dove invece vengono mostrate le paure degli americani. Un messaggio forte: siamo in pericolo e per salvarci dobbiamo cambiare. Si deve rispondere con fermezza alla violenza dilagante.

Carter nel 1976 invece inaugura la lunga stagione del presidenzialismo in persona. Lo spot presenta l’uomo candidato, naturalmente sorridente ed affabile, anche con la classe operaia. Bagni di folla, sorrisi ed abbracci. Sappiamo che per farsi amare è importante far vedere di essere amati.

Nel 1980 Ronald Reagan prosegue sulla stessa strada, anche se in modo molto più formale. Viene comunque presentato come una persona di successo politico e di sicura affidabilità.

Nel 1988 il primo dei Bush è addirittura stucchevole. Famiglia, famiglia, famiglia . Sappiamo quanto i valori familiri siano importanti per gli elettori USA, ma è incredibile come gli americani non abbiano visto in questo spot un’esagerazione non credibile e troppo preconfezionata.

Nel 1992 Clinton sembra voler prendere il meglio dalle lezioni passate. Protagonista in prima persona, bagni di folla con sorrisi ed abbracci, leva sulla paura della crisi economica.

Nel 2000 Bush figlio punta tutto sui suoi successi da Governatore. Numeri e dati. Molto pratico, i numeri non mentono ed evidenziando solo quelli positivi è facile dare un’idea di successo.

Nel 2008 Obama si presenta, sguardo dritto in telecamera, voce chiara e profonda, sguardo sincero. Gli americani hanno creduto nelle parole di questo giovane attaccato alla famiglia ma con ambizione.

Nel 2012, per le presidenziali concluse pochi giorni fa vittoriosamente con il plauso di tutto il mondo Obama si presenta in modo completamente diverso. Ormai non ha più bisogno di presentarsi e può puntare tutto sugli effetti speciali.

Che guarda caso, ed è questo che mi è piaciuto moltissimo, corrisponde allo stesso cartone animato di Eisenhower nel 1952!


Gli spot elettorali USA dal 1950 ad oggi ultima modifica: 2012-11-09T23:31:15+00:00 da Salvatore-Admin

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